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Amo il mio cane e faccio sesso con lui. Che male c’è?

(di Alfredo De Matteo) L’ideologia animalista, sempre più presente nell’attuale panorama politico e culturale, pur coprendosi di buone intenzioni e propositi continua a generare mostri: già qualche tempo fa l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali ed ambiente) denunciò il significativo aumento del fenomeno della zoorastia inquadrandolo tuttavia in una falsa ottica di difesa dell’animale anziché in quella di un innaturale rapporto tra esso e l’uomo (sostenuto ed alimentato dalle stesse associazioni animaliste), rapporto in cui il congiungimento sessuale, in realtà, non è che la punta dell’iceberg. Un ragazzo tedesco di ventisei anni ha dichiarato apertamente il suo “amore” per il suo cane dalmata, fatto anche di rapporti sessuali continuativi tra i due.

Il dato ancora più sconcertante è che il giovane non intende nascondere il suo “orientamento sessuale” ma chiede l’accettazione incondizionata da parte della famiglia e della società in generale. Secondo quanto dichiarato dal ragazzo la sua cagnetta è dotata di volontà e sentimenti tanto che è essa a stabilire quando è disposta ad accoppiarsi con lui. In questo caso, sempre secondo il giovane, non si tratterebbe di violenza sull’animale ma di un vero e proprio rapporto d’amore consensuale (“Leggo”, 6 novembre 2012).

D’altra parte, quali argomenti convincenti, anche dal punto di vista giuridico, possono opporre le odierne democrazie relativiste ad una tale aberrazione se l’animale e l’uomo tendono sempre più a godere di pari diritti e pari dignità, se l’animale è definito, anche da autorevoli personalità del mondo politico e scientifico, un essere senziente dotato di intelligenza e di volontà e se l’unico criterio atto a stabilire la liceità di un comportamento è che esso sia voluto da ambedue i soggetti coinvolti? (Alfredo De Matteo)