ABORTO: basta fondi alla Planned Parenthood Federation !


PPFA2013_0(Tommaso Scandroglio) 
Come è noto lo statunitense Center for Medical Progress ha svelato, girando dei video nascosti, che l’International Planned Parenthood Federation, una delle maggiori agenzie abortive al mondo, vendeva organi di bambini abortiti. Lila Rose fondatrice e Presidente dell’associazione pro-life Live Action, commentando la vicenda ha fatto questa stima in merito al volume di affari di Planned Parenthood:

«La vendita di parti di bambini è un affare lucrativo. In Usa gli aborti sono 320mila. La vendita di una parte dell’embrione può far guadagnare 60 dollari. Cinque parti (per esempio cervello, occhio, fegato, polmoni, ovaie) per un feto intatto fanno guadagnare 500 dollari. Aggiungendo 500 dollari per l’aborto si potrebbero calcolare teoricamente 1000 dollari a feto. Quindi fanno 320 milioni di dollari all’anno».

La faccenda è finita già a luglio sotto la lente di ingrandimento del Comitato per l’Energia e il Commercio della Camera ed è approdata più di recente anche al Congresso. Cecile Richards, CEO di Planned Parenthood, appena i video furono diffusi si era dichiarata dispiaciuta per la vicenda. Ma poi, interrogata dai membri del Congresso, ha cambiato atteggiamento. Da prima infatti ha dichiarato che i video sono contraffatti, poi ha puntato il dito contro il Center for Medical Progress accusandoli di misoginia nei confronti delle donne che vogliono abortire e di agire «in modo fraudolento e non etico». Infine ha spiegato che non esiste commercio di organi umani in seno all’agenzia, ma che la sua organizzazione sviluppa solo linee di ricerca sui tessuti umani fetali a scopi terapeutici: «per curare bimbi malati» si è spinta a dire la Richards. Se Planned Parenthood perdesse la partita, vedrebbe anche sfumare il finanziamento plurimilionario che riceve dal governo statunitense che ammonta al 41% dei suoi ricavi, i quali a loro volta toccano la vertiginosa cifra di 1,3 miliardi di dollari. Nell’interrogatorio della Richards è emerso che solo il suo stipendio era di 590mila dollari nel 2013. Difficile che Obama tolga i fondi a Planned Parenthood, però alcuni stati autonomamente invece lo stanno già facendo. L’ultimo in ordine di tempo è stato l’Ohio.

Ma anche sul vecchio continente ci si è mossi per far rimanere a secco i fondi questa organizzazione abortiva. L’europarlamentare Slovacco Miroslav Mikolasik, membro del Comitato Esecutivo della Federazione One of US e presidente del Gruppo di Lavoro sulla Bioetica e la Dignità Umana del Partito popolare europeo, all’indomani dello scandalo propose formale interrogazione alla Commissione Europea affinchè l’UE bloccasse i finanziamenti europei a favore di Planned Parenthood. Ma a distanza di mesi la Commissione è rimasta pressoché silente: «si è limitata a riportare le dichiarazioni della Planned Parenthood in merito alle sue attività illegali» ha dichiarato Mikolasik. (Tommaso Scandroglio)

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