A Verona nuova testimonianza contro la lobby omosessualista

convegno Verona(di Mauro Faverzani) Molti dei relatori lo hanno sottolineato: è incredibile doversi riunire per ribadire un’ovvietà ovvero che si nasca maschio o femmina. D’altra parte, le cronache mostrano quanto sia necessario riaffermarlo. Per questo risultano particolarmente importanti iniziative quali il convegno «La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?», promosso sabato 21 settembre dall’Associazione “Famiglia Domani” e dal Mevd-“Movimento Europeo Difesa della Vita” presso Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia, a Verona.

Quanto sentito sia il tema lo hanno ben indicato gli oltre 500 presenti, un pubblico giunto da ogni parte d’Italia e tanto vasto da superare anche le più rosee aspettative degli organizzatori. Dopo il convinto saluto del Sindaco Flavio Tosi, ‒ che con la Provincia ha patrocinato l’evento – e l’accorato intervento del Vescovo, Mons. Giuseppe Zenti, il primo relatore, il prof. Roberto de Mattei, ha evidenziato come la teoria del gender rappresenti il «punto di arrivo di una concatenazione di errori», per cui il «relativismo assoluto» si mostra nella propria realtà di «assoluto totalitarismo». A fronte della «persecuzione mediatica e legislativa» scatenata dalla lobby omosessista, persecuzione tale da «non ammettere obiezioni», ricercare la logica del «compromesso per evitare la lotta sarebbe una ben tragica conclusione». Mario Palmaro, docente di Filosofia del Diritto, ha quindi sottolineato l’esistenza di una legge naturale, che oggi norme ingiuste tentano di abolire, calpestando qualsiasi possibilità di giudizio morale. Ma «la legge ingiusta non è una legge, perché va contro la coscienza. Ci assumiamo una grave responsabilità, se non diciamo questo» e se non si rifugge dalla «maldestra teoria del male minore. Il ritorno al diritto naturale è il vero terreno comune dei cattolici».

Chiara Atzori, medico, e membro dell’Associazione “Scienza&Vita” di Milano, ha evidenziato come oggi parlare di “genere” non sia più sinonimo di “sesso”, essendosi sostituita a questo una giungla di sigle (“GBLT”, “Q”, “IA” “GV”), variamente indicanti omosessuali, lesbiche, transessuali ed asessuali: «Siamo di fronte a corto-circuiti irragionevoli» e violenti, che denotano un «uso strumentale della scienza», tale da richiamare il libro 1984 di Orwell. Dina Nerozzi, già docente presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha definito il processo in corso una sorta di «rivoluzione francese, anche se soft», tale da procedere per tappe verso la costituzione di un nuovo “Ordine Mondiale”, mirante a segnare «la fine dell’era cristiana e la creazione dello Stato etico globale».

Luca Galantini, docente di Storia del Diritto Moderno, ha evidenziato come nel tempo si sia sempre più mirato ad una «ridefinizione del concetto di persona umana sotto il profilo dell’Illuminismo giuridico, che, con i suoi diritti virtuali, alla Santissima Trinità ha sostituito i principii della rivoluzione francese». Infine, Matteo D’Amico, docente di filosofia, ha individuato i prossimi terribili passaggi dello sconvolgimento in atto: abbassamento dell’età minima per il rapporto sessuale, eutanasia e abolizione del tabù originario, quello dell’incesto: «La rivoluzione politico-totalitaria» in atto – ha detto il prof. D’Amico – mira  ad «una società senza memoria, senza storia, senza ideali», ad ottenere «una massa informe» da governare.

Il vasto consenso raccolto dal convegno di Verona ha dimostrato come forse tale progetto diabolico possa però ancora fallire, sconfessando nei fatti quel manipolo di attivisti gay, un centinaio in tutto, che con particolare livore ha manifestato all’esterno del Palazzo della Gran Guardia durante tutto l’evento, fruito da un pubblico cinque volte più numeroso (Mauro Faverzani).

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