A Roma in 40.000 ci hanno dato una bella notizia: l’Italia non è morta

marcia per la vita(di Paolo Deotto su Riscossa Cristiana del 13-05-2013) Ho nelle gambe la fatica della Marcia, e poi il ritorno a Milano. L’Italia è lunga, e tra la capitale e Milano ci sono un sacco di chilometri. Non sono più un giovanotto e sono stanco, ma non posso andare a dormire senza dire ai lettori di Riscossa Cristiana l’ottima notizia che oggi è stata data a Roma: l’hanno data 40.000 persone, uomini, donne, bimbi, sacerdoti, religiosi che sono venute da tutta l’Italia e anche da tanti Paesi esteri, e sono venuti col sorriso e col cuore grande. La bella notizia è che l’Italia non è morta: questo Paese benedetto da Dio ha riempito le strade della capitale del Mondo, le ha riempite con tante, tantissime persone che sono venute a testimoniare il loro amore per la Vita, la loro gioia di essere vivi e di difendere la Vita, di avere bimbi e allevarli amorosamente, di avere vecchi e malati e accudirli con altrettanto amore.

L’Italia non è morta, perché un Paese che sa esprimere questa meravigliosa realtà è un Paese ancora pieno di energia sana, di quelle cose belle, di quei sentimenti antichi e indistruttibili che rendono vivo e vero un popolo.

Due anni fa eravamo a Desenzano in meno di 1.000. L’anno scorso eravamo a Roma in 15.000. Questa domenica 12 maggio 2013 siamo stati in 40.000. Quel piccolo seme gettato in terreno fertile due anni fa ha dato e sta dando frutti prodigiosi, e chi non veda in questo la mano di Dio è testardo e illogico. Illogico, lo ripeto, perché mentre tutto attorno a noi sembra crollare, mentre i torbidi amici della morte sembrano avere inquinato i cuori del mondo, ecco che invece nella capitale del mondo, Roma, sfila un corteo pieno di volti sorridenti, formato da così tante persone che nemmeno la stampa di regime può ignorare un avvenimento così grande. Signori “progressisti”, difensori della libertà di uccidere, mi spiegate, coi nostri poveri mezzi umani, quale forza moltiplica il Popolo della Vita?

Dopo che l’Italia, che ha la Grazia di ospitare il Vicario di Cristo, è stata umiliata e offesa, con un governo che di soppiatto ha preso al suo interno un personaggio cupo che ha fatto dell’amore per la morte la chiave della sua “carriera” politica, ecco che nella Città Eterna 40.000 persone si riuniscono e sfilano e sono visibili a tutto il mondo per riaffermare la Vita, per difendere questo dono meraviglioso che Dio ci ha fatto, per difendere la dignità dell’uomo, quel miracolo per cui la scienza potrà spiegarci tutto, ma non ci spiegherà mai come e perché una Vita nasca, come e perché nel grembo di una donna si ripeta il miracolo della nascita e della crescita di un essere umano, di quel capolavoro irripetibile e di continuo ripetuto da Dio.

Ora potrà accadere di tutto. L’Italia, come il resto del mondo, è in preda alle convulsioni, è in ostaggio di banchieri pirati, di iene che vogliono strappare fino all’ultimo brandello di carne alle loro vittime, di giocolieri e prestigiatori che tirano fuori dal cilindro le loro assurde magie e ce le spacciano per soluzioni a tutti i nostri problemi. “Indietro non si torna!”, tuonano i sostenitori del “progresso”. Ma sanno cos’è reamente il progresso? “Indietro non si torna”. Un motto che andrebbe bene per i lemming, mentre corrono a inabissarsi.

E invece indietro si torna, se la strada imboccata porta chiaramente verso l’abisso, verso la distruzione e la morte. Si torna indietro e si ricomincia la strada, ma questa volta si prende quella giusta, che sarà allietata dal sorriso di tanti bambini, che sorrideranno anche per gli oltre cinque milioni di bambini uccisi grazie a una legge disumana e atroce. Si prende la strada giusta, dove si conforteranno con gli inspiegabili ma così reali frutti del vero Amore i malati e i vecchi, quegli stessi che i corifei dell’eutanasia vorrebbero morti, perché, secondo loro, vivono una vita “indegna di essere vissuta”. E chi mai ha l’autorità per decidere se una vita è “degna”? Chi ha questo assurdo e disumano “ius vitae ac necis”?

Ogni istante della vita è degno di essere vissuto e ogni istante può essere bello e irripetibile. Anche nel mistero della sofferenza.

Oggi, cari amici, l’Italia ha ricevuto una grande e bella notizia. I 40.000 che a Roma hanno dato vita alla III Marcia Nazionale per la Vita hanno detto, a voce chiara e alta, che questo Paese non è morto, che potrà finire forse nelle macerie a cui lo hanno destinato i poteri logori e cupi che hanno preso le redini e soprattutto le chiavi della cassa, unica cosa che capiscono. L’Italia potrà finire a pezzi, ma la speranza di risorgere c’è già, è viva, c’è qui e ora. Si ricomincia dalla Vita, perché bisogna uscire dalla follia di un Paese che predica, adesso, la “ripresa economica” e intanto continua a uccidere i suoi figli.

Si ricomincia, senza alcuna paura perché la strada giusta la conosciamo, perché sappiamo che il “compromesso” è un inganno, che i valori non negoziabili non possono essere negoziati. Appunto. La vita è un dono di Dio, che va difeso dalla sua prima scintilla, il concepimento , fino al suo tramonto naturale, quando e come Dio vorrà. Tutto il resto è fuffa, parole al vento di chi blatera di “libertà” a ogni piè sospinto e intanto inizia a togliere la libertà fondamentale di nascere.

Grazie al Signore per questo miracolo, grazie a ognuno dei 40.000, ognuno di essi testimone di quell’Amore vero senza il quale non potrà ricominciare la civiltà.

Grazie allo stupendo lavoro degli organizzatori, che ci hanno fatto un dono eccezionale. Non lo hanno fatto per avere un seggio al Parlamento, per avere prebende e vitalizi, per pavoneggiarsi nelle televisioni di regime e nei salotti dei radical-chic, dove esercitare un’opposizione “seria e costruttiva”. Contro la cultura atroce della morte l’opposizione è una sola, decisa e senza alcun compromesso.

Senza il loro prezioso lavoro, oggi non avremmo avuto una splendida giornata, terza tappa di un cammino che sarà ancora lungo e pieno di difficoltà, ma irrinunciabile perché giusto. Senza il loro prezioso lavoro oggi non avremmo potuto darvi la bellissima notizia: l’Italia non è morta.

Donazione Corrispondenza romana