A Roma da tutto il mondo per parlare del Sinodo e della famiglia

cardinal-george-pell_2(di Luigi Bertoldi) La Marcia per la Vita è stata preceduta sabato 9 maggio da un momento molto importante, un convegno internazionale promosso in sala San Pio X, a Roma, e preceduto in mattinata da un incontro a porte chiuse, alla presenza di centinaia di esponenti delle principali sigle operanti nel mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda, dall’Australia alla Croazia, dalla Romania alla Polonia, giunti per condividere la premura di mantenersi fedeli alla Dottrina cattolica di sempre.

L’incontro pubblico del pomeriggio, promosso da John Smeaton, presidente di Spuc-Society for the Protection of Unborn Children, e da John-Henry Westen, co-fondatore e caporedattore di LifeSiteNews, è stato caratterizzato dalla presenza del card. Burke – in prima fila tra il pubblico –, nonché dal significativo intervento del card. George Pell, Prefetto della Segreteria per l’Economia, che ha sottolineato come «i genitori siano i migliori educatori» dei propri figli, specie in un contesto – quale l’odierno – in cui la famiglia è costantemente sotto attacco, attraverso internet o addirittura attraverso strutture architettoniche sempre più inadeguate per chi abbia bambini.

Non a caso, ha proseguito Sua Eminenza, il Catechismo definisce al n. 1656 la famiglia «chiesa domestica» ed affida ai genitori il compito di essere «il primo e miglior esempio», nonché «i primi annunciatori della fede» per i propri figli, facendo loro capire come «seguire Cristo non significhi soltanto seguire una serie di proibizioni» o «isolarsi dal mondo», anzi dando il senso della «dignità» propria di chi si mantenga fedele alla tradizione cattolica ed al diritto naturale: «Cristo è molto chiaro su divorzio e adulterio», ha detto, proclamandosi convinto che dal Sinodo non emergano «discrepanze rispetto alla tradizione cattolica». Per questo è fondamentale anche che la Chiesa svolga un ruolo sempre più incisivo in tal senso, poiché la famiglia è stata resa fragile dai gravi cambiamenti introdotti negli Anni Sessanta dalla cosiddetta «rivoluzione sessuale».

Per alcuni studiosi – ha fatto notare il card. Pell – la «rivoluzione della pillola» avrebbe avuto un impatto ancora maggiore di quella comunista in Russia. Non solo: numerose ricerche, recentemente condotte, hanno dimostrato come i figli delle coppie divorziate siano più soggetti a patologie psichiche e riescano meno bene a scuola rispetto ai figli di coppie sposate regolarmente, quand’anche litigiose.

In tale linea si è collocato anche l’accorato intervento di John-Henry Westen, noto giornalista canadese, marito e padre di 8 figli: anche da lui è giunto l’invito a fare in modo che la Chiesa non lasci «i propri tesori chiusi a chiave», evidenziando alcuni motivi di preoccupazione per il clima di confusione diffusosi all’indomani del Sinodo straordinario dello scorso ottobre.

Il fatto che non siano emerse in tale sede questioni fondamentali riguardanti proprio le tematiche legate alla vita – come pornografia, aborto, contraccezione, fecondazione assistita, eutanasia, indottrinamento dei figli con la teoria del gender… – ed altre, lontane dalle vere urgenze, siano emerse invece in modo disordinato – come “nozze” gay e Sacramenti ai divorziati risposati –, richiede che al più presto venga fatta chiarezza e che al più presto l’insegnamento della Chiesa venga ribadito nell’imminenza del Sinodo generale sulla famiglia di quest’anno. «Il futuro della Chiesa dipende dalla Chiesa», ha detto Westen, pur evidenziando come in molte Diocesi i pro-life si sentano spesso abbandonati dalle gerarchie. Da qui l’appello ai Padri sinodali: «Raccontate la Verità al popolo di Dio! Dite la verità, anche pensando ai nostri figli! Operate con carità nella verità!». (Luigi Bertoldi)

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